Mozart
“Andante in do maggiore per flauto e orchestra KV 315”

Anche e sempre teatralità, in Mozart. Le melodie vanno viste ed intese come "presenze" teatrali, ognuna con il proprio carattere e le proprie sinergie o contrasti con le altre parti.
Verissimo per i tempi allegri, non lo è meno per i movimenti lenti, dove la cantabilità delle linee melodiche è esaltata. Influenza dell'opera italiana, senza dubbio, ma senza cadere nel tranello di precorrere sensibilità romantiche del tutto fuori luogo. Siamo in un mondo diverso, la stessa vocalità è di altra natura. Ciò risulta evidente nell'Andante in do maggiore KV 315, la cui semplice cantabilità è strettamente legata alla riconoscibilità della forma. Tutto in Mozart è semplice e chiaro; purtroppo in altri momenti si è troppo spesso smarrito il gusto della semplicità pulita, sostituita dai surrogati della banalità e dell'insincerità intellettuale.