Gustav Mahler compone questo “adagetto” a cavallo tra il 1901 e il 1902, come quarto movimento della sua quinta sinfonia, questo brano si pone in netto contrasto con gli altri quattro movimenti che completano l’opera. Lo stesso autore in una lettera indirizzata ad una sua ammiratrice descrive la sua composizione in questi termini... “in estremo contrasto con il terzo movimento, sprizzante di vitalità, sta il susseguente ADAGIETTO, il contrasto riguarda sia l’orchestrazione, limitata agli archi e all’arpa, sia l’espressione: fervido anelito e lacerante dolore dell’addio. Questo giudizio rivolto alla sua composizione Mahler, lo diede probabilmente in un momento cupo o di sconforto della propria esistenza, a mio giudizio, preferisco definire questo adagietto con questi termini, ‘una bellissima romanza senza parole’”.