La Serenata per archi fu composta da Caikovsky nel 1880, durante uno dei periodi più felici della sua vita. La scrisse contemporaneamente all'Ouverture 1812, dedicata alla vittoria della Russia contro Napoleone e definita dal compositore stesso "rumorosa".
Tanto è diversa l'atmosfera della Serenata, della quale scrisse: "Sono appassionatamente innamorato di questo lavoro". La "passione" si coglie in tutti i movimenti di questo straordinario pezzo musicale, che ebbe immediato successo in occasione della prima esecuzione a San Pietroburgo nel 1881.
L'Elegia si apre con un larghetto, vibrante esempio di quel senso profondo ed esplicito di nostalgia e quasi rassegnazione che si trova così spesso nella musica russa, e da cui traspare il sentire intenso e melanconico dell'anima di Caikovsky. I duetti nella sezione "poco più animato", che nascono e si spengono sostenuti dal sottostante moto delle
terzine, sono repentinamente e romanticamente interrotti dall'irrompere delle viole, poi dei violoncelli e dallo "stringendo" dei primi violini: segue un silenzio drammatico prima del ritorno, quanto mai espressivo e nostalgico, del larghetto iniziale. Struggente intimità ma anche serenità e contemplazione, nel ricordo e nella memoria di impressioni antiche, della Russia immensa, splendidamente monotona nel piatto susseguirsi dei suoi paesaggi.